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In una parola: MASSACRO!

L"incidente" di Beit Hanoun

14.11.2006  


Uri Avnery
Traduzione Alcenero, ComeDonChisciotte.org




"Ringraziamo Dio per le elezioni americane," hanno mormorato con sollievo i nostri ministri e generali.

Non stavano gioendo del calcio mollato questa settimana dal popolo americano al culo di George W. Bush. Dopo tutto loro amano Bush.

Ma più importante dell’ umiliazione di Bush è il fatto che le notizie provenienti dall'America hanno messo da parte i terribili resoconti da Beit Hanoun. Invece di finire nei titoli principali questi sono stati relegati in fondo alla pagina.

"Il primo atto rivoluzionario è chiamare le cose con il loro vero nome", disse Rosa Luxemburg. Perciò, come bisogna chiamar ciò che è successo a Beit Hanoun?

"Incidente" ha detto una bella conduttrice di uno dei programmi televisivi di notizie. "Tragedia", ha detto la sua amabile collega di un altro canale. Una terza conduttrice, non meno attraente, ha oscillato tra "evento", "errore" e "vicenda".

In effetti è stato un incidente, una tragedia, un evento e una vicenda. Ma soprattutto è stato un massacro. M-a-s-s-a-c-r-o.

La parola "incidente" suggerisce qualcosa per cui nessuno può essere incolpato - come venire colpiti da un fulmine. Una tragedia è un evento o una situazione triste, come quella degli abitanti di New Orleans dopo il disastro. L'evento di Beit Hanoun è stato in effetti triste, ma non un atto di Dio - è stato un gesto deciso e compiuto da esseri umani.

Immediatamente dopo che si sono saputi i fatti, si è lanciato in una febbrile attività l'intero coro di giustificatori, esprimi-dispiacere e inventa-pretesti, un coro che è sempre pronto per questi casi.

"Uno sfortunato errore... Può accadere anche nelle migliori famiglie... Il meccanismo di un cannone può funzionare male, le persone possono commettere errori... Errare humanum est... Abbiamo lanciato decine di migliaia di granate di artiglieria, e ci sono stati solo tre incidenti simili. (Num. 1 nell’era Olmert-Peretz-Halutz è stato a Qana, nella Seconda Guerra del Libano. Num. 2 sulla spiaggia di Gaza, dove è stata cancellata un’intera famiglia.) Ma non è forse vero che ci siamo scusati? Cos'altro ci possono chiedere?"

Si sono sentiti anche argomenti del tipo "Possono solo dare la colpa a se stessi." Come al solito, è stato un errore delle vittime. La soluzione più creativa è venuta dal viceministro della difesa, Ephraim Sneh: "la responsabilità pratica è nostra, ma la responsabilità morale è loro". Se loro ci lanciano razzi Qassam, cos'altro possiamo fare se non rispondere con granate?

Ephraim Sneh ha raggiunto la posizione di viceministro proprio ora. La nomina è stata una ricompensa per avere acconsentito all'inclusione di Avigdor Liberman nel governo (in ebraico biblico una ricompensa sarebbe stata chiamata "l’affitto di una puttana", Deut. 23,19). Ora, dopo soli pochi giorni in carica, Sneh ha avuto l'opportunità di esprimere la sua gratitudine.

(Nella famiglia di Sneh c'è la tradizione di giustificare atti deplorevoli. Il brillante padre di Ephraim, Moshe Sneh, è stato il leader del Partito Comunista Israeliano, e ha difeso tutti i massacri commessi da Stalin, non solo il sistema dei gulag, ma anche l'omicidio dei comunisti ebrei nell'Unione Sovietica e nei paesi satelliti e il "complotto dei dottori" ebrei).

Ogni suggerimento di un'equivalenza tra i Qassam e le granate di artiglieria, un'idea che è stata adottata persino da alcuni dei Peaceniks, è completamente falso. E non solo perché non c'è simmetria tra gli occupanti e gli occupati. Centinaia di Qassam lanciati per più di un anno hanno ucciso un singolo israeliano. Le granate, missili e bombe hanno già ucciso molte centinaia di palestinesi.

Le granate colpiscono intenzionalmente le case della gente? Vi sono solo due possibili risposte.

La versione estrema è: si. La sequenza di eventi punta in questa direzione. L'esercito israeliano, uno dei più moderni al mondo, non ha una risposta per i Qassam, una delle armi più primitive. Questi razzi a breve raggio non guidati (che prendono il nome da Izz-ad-Din al-Qassam, il primo combattente palestinese, che è stato ucciso nel 1935 in una battaglia contro le autorità britanniche in Palestina) sono poco più che un tubo riempito di esplosivi fatti in casa.

In un futile tentativo di prevenire il lancio dei Qassam, le forze israeliane hanno invaso villaggi e città della striscia di Gaza a intervalli regolari e istituito un regno del terrore. Una settimana fa hanno invaso Beit-Hanoun e ucciso più di 50 persone, molte delle quali donne e bambini. Quando sono andate via i palestinesi hanno iniziato lanciare quanti più Qassam possibili contro Ashkelon in modo da dimostrare che queste incursioni non li avevano dissuasi.

Ciò ha aumentato ancora di più la frustrazione dei generali. Ashkelon non è una remota e povera piccola città come Sderot, che ha molti abitanti di origine marocchina. Ad Ashkelon vive anche una popolazione di elite di discendenza europea. I comandanti dell'esercito, avendo perso il loro onore in Libano, erano ansiosi - secondo questa versione - di dare una lezione ai palestinesi una volta per tutte. Secondo il detto israeliano: ‘se la forza non funziona, usa più forza’.

L'altra versione afferma che è stato davvero un errore, uno sfortunato inconveniente tecnico. Ma il comandante di un esercito sa bene che una certa incidenza di "inconvenienti" è inevitabile. Una certa percentuale di uomini vengono uccisi in addestramento, un'altra percentuale muore di fuoco amico, una data percentuale di granate cade ad una certa distanza dall'obiettivo. Le munizioni usate dagli artiglieri contro Beit-Hanoun - le stesse munizioni da 155 mm usate a Qana - sono note per la loro inaccuratezza. Diversi fattori possono deviare le granate dalla loro traiettoria per centinaia di metri.

Colui che ha deciso di usare queste munizioni contro un obiettivo proprio accanto a dei civili li ha coscientemente esposti a un rischio mortale. Perciò non c'è una sostanziale differenza tra le due versioni.

Di chi è la colpa? Prima di tutto dello spirito che ha guadagnato terreno nell'esercito. Recentemente Gideon Levy ha svelato che un comandante di battaglione si è congratulato con i suoi soldati per aver ucciso 12 palestinesi con le seguenti parole: "Abbiamo vinto 12 a 0!"

Colpevoli sono, naturalmente, gli artiglieri e i loro comandanti, incluso il comandante della batteria. E il generale a capo del Comando Meridionale, Yoav Gallant (sic), che irradia indifferenza con punte di bigotti luoghi comuni. E poi il vice Capo di Stato Maggiore. E il Capo di Stato Maggiore, Dan Halutz, il generale dell'aviazione che ha detto, dopo un altro incidente simile, che dorme bene la notte dopo aver sganciato una superbomba da una tonnellata su di un'area residenziale. E, naturalmente, il Ministro della Difesa, Amir Peretz, che ha approvato l'uso dell'artiglieria dopo averlo proibito in passato - la qual cosa significa che era a conoscenza delle prevedibili conseguenze.

Il più colpevole di tutti è il Grande Giustificatore: Ehud Olmert, il Primo Ministro.

Olmert si è vantato recentemente che grazie all'astuto comportamento del suo governo "siamo stati capaci di uccidere centinaia di terroristi e il mondo non ha reagito". Secondo Olmert, "terrorista" è ogni palestinese armato, incluse le decine di migliaia di poliziotti palestinesi che portano armi con il consenso di Israele. Adesso possono essere liberamente colpiti. "Terroristi" sono anche le donne e bambini, che sono uccisi per le strade e nelle loro case. (Alcuni lo dicono apertamente: i bambini crescono per diventare terroristi, e le donne fanno nascere bambini che crescono per diventare terroristi.)

Olmert può andare avanti su questa strada, come dice egli stesso, perché il mondo rimane in silenzio. Oggi gli Usa hanno persino messo il veto ad una risoluzione molto moderata del Consiglio di Sicurezza contro l'evento. Questo vuol dire che i governi di tutto il mondo - America, Europa e mondo arabo - sono corresponsabili del crimine di Beit Hanoun? A ciò possono rispondere meglio i cittadini di questi paesi.

Il mondo non ha prestato molta attenzione al massacro, perché è avvenuto nel giorno delle elezioni Usa. I risultati delle elezioni possono pure intristire i nostri leader più che il sangue e le lacrime delle madri e dei bambini nella striscia di Gaza, ma essi sono contenti che le elezioni hanno spostato l'attenzione della gente.

Un cinico potrebbe dire: la democrazia è meravigliosa, permette a un elettore di cacciare il cretino che ha eletto l’ ultima volta e rimpiazzarlo con un nuovo cretino.

Ma non dobbiamo essere troppo cinici. Il fatto è che il popolo americano ha accettato, con un ritardo di tre anni e decine di migliaia di morti, ciò che i sostenitori della pace in tutto il mondo, compresi noi qui in Israele, sta dicendo sin dal primo giorno: che la guerra avrebbe causato un disastro. Che non avrebbe risolto alcun problema ma avrebbe avuto l'effetto opposto.

Il cambiamento non sarà rapido e drammatico. Gli Usa sono una grande nave. Quando gira fa una lunga virata e ha bisogno di un sacco di tempo - a differenza di Israele, una piccola e rapida barca che può girare quasi sul posto. Ma la direzione è chiara.

Naturalmente in entrambe le nuove camere del congresso la lobby a favore di Israele (cioè: coloro che appoggiano la destra israeliana) ha un'enorme influenza, forse più che nelle vecchie camere. Ma l'esercito americano dovrà iniziare a lasciare l' Iraq. Il pericolo di un'altra avventura militare in Iran e/o Siria è fortemente diminuito. I pazzi neoconservatori, molti dei quali sono ebrei che appoggiano la destra estrema in Israele, stanno gradualmente perdendo potere, insieme ai loro alleati, i pazzi fondamentalisti cristiani.

Come disse una volta l'ex Primo Ministro Levy Eshkol: quando l'America starnutisce, a Israele viene il raffreddore. Quando l'America inizia a guarire, forse c'è una speranza anche per noi.





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